La responsabilità del vettore in caso di rapina.

La presente pronuncia del Tribunale di Torino risulta di grande interesse per l’operatore del diritto in quanto affronta una tematica ricorrente. La sentenza specifica in quali casi il vettore sia esonerato dalla responsabilità contrattuale in caso di rapina.

L’inadempimento correlato a fatti delittuosi come il reato appena citato può ritenersi idoneo ad escludere la responsabilità del trasportatore per perdita o avaria solo qualora le circostanze di tempo e di luogo in cui l’evento si è verificato sono da ritenersi imprevedibili ed inevitabili ex art. 1693 c.c..

La rapina è prevedibile se ci sono stati di recenti altri episodi nel medesimo magazzino, se il magazzino non è recintato e se manca la vigilanza notturna. Anche il fatto avvenuto durante una sosta notturna, in una piazzola distante parecchi metri dalle pompe di distribuzione di benzina, non può dirsi imprevedibile. Il Tribunale specifica che, in ogni caso, al fine di pervenire ad un corretto giudizio, occorre valutare: il valore della merce, la modalità del trasporto e la modalità della rapina. Per andare esente da responsabilità il vettore deve dimostrare di aver adottato ogni cautela idonea atta a prevenire tali fatti incresciosi ex art. 1176 c.2. c.c.

Tribunale Torino sez. IV, 18/01/2019, (ud. 16/01/2019, dep. 18/01/2019), n.234

Esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione

La All. s.p.a. ha agito in giudizio nei confronti della T.G. Express spa dichiarando di volersi surrogare nel diritto al risarcimento per inadempimento ex art. 1693 c.c. vantato nei confronti della predetta convenuta dalla srl B., società alla quale in forza di polizza stipulata essa attrice aveva indennizzato per Euro 15.728,58 il valore di merce affidata quale vettore per il trasporto alla medesima TNT – che si era a sua volta avvalsa quale sub vettore dell’operato della A.G. TR. srl di Palermo – merce che durante il trasporto era stata sottratta con rapina perpetrata non appena il mezzo su cui era trasportata giunse presso il magazzino del predetto vettore siciliano.

Si è costituita la T.G. Express spa, la quale ha contestato in via preliminare la legittimazione attiva della compagnia assicurativa, eccependo che al momento della sua sottrazione la merce era già divenuta di proprietà della destinataria De Rosa srl. Nel merito ha eccepito l’insussistenza di propria responsabilità, evidenziando come la mancata consegna fu conseguenza di evento criminoso verificatosi presso il centro operativo della A.G. TR., luogo sottratto alle sue possibilità di verifica e di controllo, e che inoltre che la rapina perpetrata è da ritenersi evento del tutto imprevedibile ed inevitabile, integrante in quanto tale gli estremi del fortuito. La società convenuta ha chiesto peraltro il differimento di udienza al fine di evocare in giudizio la A.G. TR. srl ed ha concluso in via principale chiedendo il rigetto della domanda, ed in caso di accoglimento della domanda attorea formulato domanda di manleva nei confronti della terza chiamata.

Regolarmente evocata in giudizio dalla convenuta con comparsa 25.5.2016 si è costituita anche la A.G. TR. srl in amministrazione giudiziaria, la quale ha eccepito l’estinzione del diritto azionato nei propri confronti per decorso del termine di prescrizione annua previsto all’art. 2951 c.c.. Nel merito ha dedotto l’assenza di propria responsabilità per la mancata consegna, in quanto impedita dalla rapina subita dal mezzo di linea nei suoi locali il giorno 4.11.2013, invocando l’operatività della clausola contenuta nel contratto concluso con TNT a tenore della quale la responsabilità doveva ritenersi esclusa per le “sottrazioni a seguito di rapina a mano armata, fatto salvo il caso di dolo e/o colpa grave, ed invocando altresì sempre in via subordinata la limitazione di responsabilità ai sensi dell’art. 1696 c.c. per assenza di colpa grave.

La fase istruttoria è consistita e si è esaurita nell’acquisizione – su conforme istanza della difesa attorea – di copia degli atti del procedimento penale di competenza della DDA presso la Procura di Palermo, nonché di copia (in forma digitale) della sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Palermo in data 16.12.15 n. 1981 ed avente ad oggetto (tra altri fatti di reato anche) la rapina perpetrata ai danni della A.G. TR. srl; dalla lettura di tale pronuncia si è manifestata ed è stata ritenuta l’esigenza di acquisire agli atti anche copia della sentenza penale resa dal Tribunale di Marsala in data 18.5.2016 n. 928 in altro procedimento per il medesimo fatto di reato, celebratosi a carico (tra gli altri anche) del dipendente della terza chiamata Pa. Lu..

Ad avvenuta acquisizione della documentazione di cui sopra la causa è stata ritenuta adeguatamente istruita e trattenuta per la decisione con i termini di legge alle parti per i rispettivi scritti conclusivi.

  1. L’eccezione preliminare di difetto di legittimazione attiva della compagnia assicurativa

Come sopra evidenziato, tra le proprie difese la T.G. Service ha anche contestato il diritto di All. S.p.a. ad agire in via di surroga, eccependo che detta compagnia assicurativa avrebbe erroneamente riconosciuto l’indennizzo a soggetto diverso dall’avente diritto, e precisamente alla mittente B. srl anziché alla destinataria De Ro. srl, società quest’ultima che sin dal momento della consegna al vettore sarebbe divenuta proprietaria della merce trasportata ai sensi e per gli effetti dell’art. 1510 c.c.

L’eccezione è infondata.

Nella vendita con spedizione disciplinata dall’art. 1510, comma secondo, cod. civ., il contratto di trasporto concluso tra venditore – mittente e vettore – pur essendo collegato da un nesso di strumentalità con il contratto di compravendita concluso tra venditore – mittente ed acquirente – destinatario – conserva la sua autonomia ed è, pertanto, soggetto alla disciplina dettata dagli artt. 1683 ss. cod. civ., con la conseguenza che il venditore – mittente, anche dopo la rimessione delle cose al vettore, conserva la titolarità dei diritti nascenti dal contratto di trasporto – ivi compreso quello al risarcimento del danno da inadempimento – fino al momento in cui, arrivate le merci a destinazione (o scaduto il termine entro il quel esse sarebbero dovute arrivare), il destinatario non ne richieda la riconsegna al vettore, ex art. 1689, comma primo cod. civ. (così Sez. 3, Sentenza n. 553 del 17/01/2012). In forza della disposizione normativa da ultimo richiamata il destinatario acquisisce dunque i diritti sui beni trasportati solo a condizione e dal momento in cui ne richieda la riconsegna al vettore. Tra i diritti la cui acquisizione è sottoposta alla richiesta rientra anche il diritto al risarcimento del danno per inadempimento contrattuale perché la merce è andata perduta.

Deriva da quanto precede che in caso di assenza di tale richiesta la legittimazione all’azione di risarcimento del danno da inadempimento contro il vettore permane in capo al mittente, ed il vettore che si sia servito di altro vettore per l’esecuzione del trasporto ha azione nei confronti del sub-vettore.

Della legittimazione attiva della venditrice mittente B. srl – per essere la stessa stata indennizzata dalla All. s.p.a, la quale si è surrogata nei relativi diritti risarcitori – pare del resto essere stata ben consapevole la TNT, che ebbe infatti ad inviare alla predetta società sua cliente – da essa autonomamente individuata ed indicata come destinataria di eventuale riconoscimento indennitario – la missiva prodotta come documento 7 di parte attrice.

La compagnia assicurativa ha dato prova di aver corrisposto alla mittente B. srl sua assicurata la somma di Euro 15.728,58, mediante produzione di atto di quietanza sottoscritta dalle parti a mezzo della quale – oltre a dar atto della corresponsione della somma – è stata pattuita e ratificata la surroga di Allianz nelle ragioni e diritti contro i responsabili del danno; e tanto basta per ritenere l’odierna attrice pienamente legittimata ad agire nei confronti della società di trasporto in forza del contratto di trasporto stipulato tra le originarie contraenti.

  1. La responsabilità del vettore per inadempimento anche per fatto del sub-vettore, ed il diritto di parte convenuta ad essere manlevata dalla terza chiamata

Venendo al merito della pretesa risarcitoria, All. spa come detto ha chiesto dichiararsi la responsabilità contrattuale della TNT per perdita della merce spedita in relazione all’inadempimento all’obbligo di consegna della merce spedita e di perdita della stessa da parte della società A.G. TR. che era in quel periodo sottoposta ad amministrazione Giudiziaria, tra altre ragioni anche per essere stata dalla prima scelta come sub-vettore (ad insaputa della mittente B.).

Principio generale affermato in giurisprudenza in tema di trasporto di cose con riguardo alla ipotesi di contratto di trasporto unico con sub-trasporto – che si ha allorquando un primo vettore assume gli obblighi e la responsabilità dell’intero trasporto fino a destinazione delle merci e poi ne affida ad altro vettore l’esecuzione totale o parziale, stipulando per suo conto e rischio un altro contratto di sub-trasporto – è quello secondo cui il primo vettore risponde della regolarità dell’intero trasporto nei confronti del caricatore e primo mittente della merce, restando obbligato per i ritardi, perdite ed avarie causate sia da fatto doloso o colposo proprio (o di propri dipendenti) e sia anche da fatto imputabile al sub-vettore o suoi dipendenti. (in argomento, tra altre, Cass. Sez. 3 n. 19050 del 12/12/2003).

Trattandosi di responsabilità contrattuale, secondo il generale principio affermato all’art. 1218 c.c. spetta al contraente danneggiato dall’inadempimento il solo onere di dedurre e provare la sussistenza del rapporto contrattuale, mentre grava sull’altro contraente la prova che l’inadempimento proprio o del subvettore è stato determinato da impossibilità della prestazione – in questa fattispecie contrattuale, la consegna della merce al destinatario – dovuta a causa non imputabile ai debitori della stessa.

Principio di cui è concreta applicazione alla figura contrattuale in esame la previsione di cui all’art. 1693 c.c.

In forza dell’operare del predetto riparto dell’onere probatorio era onere della convenuta T.G. Service fornire la prova liberatoria richiesta per il caso di perdita del carico dall’art. 1693 c.c., vale a dire che la perdita sia derivata da caso fortuito (cui è equiparabile la forza maggiore), oltre che dal fatto del mittente o del destinatario

Parte convenuta TNT si è limitata ad eccepire quale esimente di responsabilità per il dedotto inadempimento la commissione ad opera di malviventi della rapina verificatasi alle ore 6 del giorno 4 novembre 2013 nel magazzino della A.G.

TR., evento questo descritto come imprevedibile ed inevitabile, ed ha invocato e richiamato numerosi precedenti giurisprudenziali in argomento.

Deve tuttavia in proposito evidenziarsi come, secondo un consolidato orientamento, l’inadempimento correlato a gravi fatti delittuosi come la rapina può ritenersi idoneo ad escludere la responsabilità del vettore – e configurare ipotesi di caso fortuito o forza maggiore, che a norma dell’art. 1693 c.c. escluderebbe la responsabilità del vettore per perdita o avaria – soltanto qualora le circostanze di tempo e di luogo in cui fu effettuata siano state tali da renderla assolutamente imprevedibile ed inevitabile. È stata così ad esempio ritenuta sussistere la prevedibilità ed evitabilità di una rapina – e dunque la responsabilità del vettore – in relazione sia a precedenti fatti criminosi verificatisi nel magazzino del vettore e sia anche alla mancanza di vigilanza notturna e di adeguate recinzioni del magazzino stesso (cfr. Cass. Sez. 3, n. 7293 del 08/08/1996); o ancora si è ritenuto non costituire causa di forza maggiore la perdita di merce trasportata in seguito ad assalto da parte di malviventi armati di un automezzo parcheggiato durante una sosta notturna su una piazzola stradale distante circa cento metri da pompe di distribuzione di benzina (è il caso deciso da Cass Sez. 3, n. 8750 del 1996): e ciò in quanto – è stato evidenziato in altra pronuncia dalla Suprema Corte la rapina di un autocarro ed il sequestro del conducente, specie in alcune zone dell’Italia centromeridionale, non possono essere considerate un evento “imprevedibile”, per modo che “anche nel caso di rapina, il vettore va esente da responsabilità soltanto ove dimostri di avere adottato tutte le misure atte a prevenirla, tenuto conto sia della natura professionale della prestazione da lui esigibile (ex art. 1176, comma secondo, cod. civ.); sia di tutte le altre circostanze del caso concreto (valore della merce, modalità del trasporto, modalità della rapina, ecc.)” (così Cass. Sez. 3, n. 14397 del 21/12/1999).

La prova a carico del vettore, concernente tutti i possibili mezzi per prevenire la sottrazione violenta del carico, involge anche la condotta dei propri dipendenti: lo hanno evidenziato i Giudici di legittimità in altra pronuncia, che dispose la cassazione della sentenza assolutoria ed il rinvio avanti al giudice di merito proprio a tal fine di appurare se l’autista del mezzo “versasse per lo meno in colpa (è la vicenda decisa da Cass. Sez. 3, n. 1935 del 2003).

Nella vicenda processuale in esame nessuna prova è stata fornita dalla debitrice della prestazione di trasporto e di consegna alla destinataria della merce di proprietà della dante causa dell’odierna compagnia assicurativa. È stato piuttosto possibile positivamente accertare – attraverso l’acquisizione di copia delle sentenze penali che hanno statuito sulle responsabilità per la predetta rapina, disposta in corso di causa ai sensi dell’art. 213 c.p.c. – che un dipendente della A.G. TR. ebbe un ruolo attivo nella fase prodromica alla realizzazione della rapina” fornendo agli organizzatori della rapina specifiche e puntuali informazioni richieste ……..sul tipo di oggetti custoditi nei colli trasportati dalla TNT Service, sull’orario di arrivo e di partenza del bilico, sulle procedure in uso alla A.G. TR. (sentenza Tribunale di Marsala 928/16, p. 92 e ss.).

La rapina venne infatti programmata ed effettuata – si legge nella sentenza del GUP Tribunale Palermo 16.12.15 n. 1981 – grazie anche alle informazioni ed alla partecipazione attiva di un basista dipendente (da 7 anni) della AG TR., Pa. Lu., contattato dalla cosca mafiosa locale facente capo a Ma. Me. De. (p. 436, 457, 471 sentenza Gup). L’apporto del basista per i giudici penali ha avuto incisiva efficacia causale rispetto al compimento della rapina, come osservato nella sentenza di condanna del medesimo Pa. emessa dal Tribunale di Marsala in composizione collegiale n. 928/16 in data 6.8.16, ove si legge di “informazioni utili da parte del Pa., soggetto chiaramente idoneo a fornire notizie qualificate e corrette in ordine alle procedure operative in uso presso la A.G. TR. srl, nonché dell’ammissione del medesimo dipendente di essere stato richiesto ed aver fornito gli orari dei container, orario di arrivo; per modo che, come evidenziato nella ridetta pronuncia, la condotta posta in essere dal Pa., consistita nel fornire informazioni qualificate e non facilmente reperibili aliunde – solo un dipendete poteva dare quel tipo di notizie – ha oggettivamente ed inequivocabilmente agevolato l’organizzazione della rapina ….. ai danni di A.G TR., società per cui lavorava ed a cui la TNT Service aveva appaltato l’attività di trasporto e di consegna della merce spedita”.

La A.G. TR. quale datrice di lavoro risponde dei fatti dolosi o colposi del proprio dipendente, e tale responsabilità del sub-vettore si estende, per quanto sopra già evidenziato, anche in capo al soggetto che di tale società si avvalse per l’adempimento della obbligazione assunta in proprio con la stipula del contratto di trasporto con la B., vale a dire l’odierna convenuta T.G. Express spa.

Il vettore risponde in forza dell’art. 1228 cod. civ. della perdita o dell’avaria delle cose consegnategli derivanti da dolo o colpa dei dipendenti di cui egli si avvalga per eseguire il trasporto, senza la necessità di configurare una sua “culpa in eligendo”, trattandosi di una sorta di responsabilità oggettiva, in cui il comportamento dell’ausiliario che lo ha sostituito nell’adempimento è valutato secondo gli stessi criteri applicabili in caso di adempimento diretto dell’obbligazione da parte del debitore (così Cass. Sez. 3, n. 5329 del 04/04/2003).

La natura dolosa dell’apporto fornito dal dipendente della terza chiamata all’inadempimento esclude, per espressa previsione dell’ultimo comma dell’art. 1696 c.c., la limitazione quantitativa del risarcimento prevista ai commi precedenti della predetta norma; la medesima natura dolosa connota inoltre l’evento produttivo ed il correlato diritto al risarcimento del danno di illiceità rilevante anche sotto il profilo dell’art. 2043 c.c. con conseguente applicabilità nei rapporti tra tutte le odierne parti in causa del più lungo termine prescrizionale previsto all’art. 2947 c.c.

Per tutte le ragioni che precedono, in accoglimento della domanda attorea, la T.G. Express va condannata a rimborsare alla Allianz Assicurazioni spa l’importo di Euro 15.728,58 che questa corrispose alla B. quale indennizzo per la sottrazione nel corso della ridetta rapina della merce affidata per il trasporto alla medesima convenuta, somma da maggiorarsi degli interessi legali calcolati con decorrenza dalla data 22.9.2014 di pagamento e fino al soddisfo.

In accoglimento di specifica domanda di garanzia, la terza chiamata A.G. TR. quale sub-vettore va a sua volta condannata a tenere indenne ed a manlevare la convenuta di quanto la medesima è tenuta e condannata a corrispondere a parte attrice a titolo di capitale e di spese di lite

  1. La decisione sulle spese di lite

Le spese del giudizio seguono anche nella presente vicenda processuale il criterio della soccombenza: facendo riferimento per la determinazione del loro ammontare al credito riconosciuto, in applicazione del criterio c.d. del disputatum (Cass. S.U. 19014/07) nel rapporto processuale tra attore e convenuta sono liquidate le stesse in favore del primo ed a carico della seconda nell’ammontare indicati in dispositivo.

Per quanto riguarda il rapporto tra convenuta e terza chiamata l’accoglimento della domanda di manleva comporta la condanna della A.G. TR. a rimborsare alla convenuta T.G. Express spa anche l’importo delle spese di lite dalla medesima sostenute, in misura che tenuto conto dei medesimi predetti criteri viene parimenti liquidata come in dispositivo

P.Q.M.

Il Tribunale,

definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:

condanna T.G. Express spa al pagamento in favore di All. spa dell’importo di E 15.728,58 oltre ad interessi legali dal 22.9.2014 e sino al soddisfo;

condanna la A.G. TR. srl a tenere indenne e quindi a rimborsare alla convenuta predetta convenuta TNT il predetto importo, nella misura che la medesima darà prova di aver corrisposto alla compagnia assicurativa attrice a titolo di risarcimento del danno, nonché quello corrisposto a titolo di rimborso spese di lite;

condanna parte convenuta al pagamento in favore dell’attrice delle spese del presente giudizio, che liquida nella somma di E 4.835,00 per compenso professionale – di cui Euro 875,00 per la fase di studio, Euro 740,00 per la fase introduttiva, Euro 1.600,00 per quella istruttoria ed Euro 1.620,00 per la fase decisoria – ed euro 264,00 per esposti, oltre I.V.A. e C.P.A. e successive occorrende;

condanna la terza chiamata A.G. TR. srl a rimborsare a T.G. Express srl le spese di giudizio, che avuto riguardo al valore della domanda

di garanzia liquida nella somma di E 4.835,00 per compenso professionale – di cui Euro 875,00 per la fase di studio, Euro 740,00 per la fase introduttiva, Euro 1.600,00 per quella istruttoria ed Euro 1.620,00 per la fase decisoria – oltre I.V.A. e C.P.A. e successive occorrende.

Così deciso,

in Torino, 16/1/2019.

Depositata in Cancelleria il 18/01/2019

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Avv. Francesca Pevarello

L’avv. Francesca Maria Fabiana Pevarello nasce a Milano il 1.02.1988. Si diploma presso un liceo classico salesiano e consegue nel 2013 la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, con votazione di 110 e lode. La stessa ha collaborato con la cattedra di istituzioni di diritto romano retta dalla Dott.ssa Iole Fargnoli. La professionista ha svolto pratica dapprima nello studio dell’avv. Salvatore Armenio, legale delle maggiori compagnie assicurative italiane ed ora deceduto e poi presso lo studio dell’avv. Fabiana Bravetti, esperta nel settore della responsabilità medica. L’avv. Pevarello dal 17.01.2019 è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e ad oggi si occupa di diritto civile, penale e diritto del lavoro, tanto sul piano giudiziale che stragiudiziale, sia in favore di privati che di Enti. La stessa cura costantemente il proprio aggiornamento professionale e le relazioni con il Consiglio dell’Ordine di appartenenza.

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