Il C.D. CODICE ROSSO E’ LEGGE: LOTTA CONTRO VIOLENZA DOMESTICA E DI GENERE (L. 69/2019)

Il C.D. CODICE ROSSO E’ LEGGE: LOTTA CONTRO VIOLENZA DOMESTICA E DI GENERE (L. 69/2019)

Entrerà in vigore l’8 agosto 2019 la legge del 19 luglio 2019 n. 69, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 25 luglio.

La riforma modifica il codice penale, penitenziario e di rito. Ciò al fine di rendere più efficace l’intervento dello Stato nella lotta ai crimini connessi alla violenza di genere e domestica. 

Tante le novità, ma andiamo per ordine.

  1. INTRODUZIONE DI NUOVE FATTISPECIE DELITTUOSE
    1. ART. 387-bis c.p.: VIOLAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI ALLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE E DEL DIVIETO DI AVVICINAMENTO AI LUOGHI FREQUENTATI DALLA PERSONA OFFESA.

La nuova fattispecie sanziona la condotta di chi, pur essendo tenuto per legge, violi obblighi e/o divieti imposti dal provvedimento che applica le misure cautelari in oggetto (art. 282 bis e 282 ter c.p.p.) o l’ordine di cui all’art. 384 bis c.p.p. . Elemento soggettivo del delitto è il dolo generico e la pena consiste nella reclusione da sei mesi a tre anni.

  1. ART. 558-bis c.p.: COSTRIZIONE O INDUZIONE AL MATRIMONIO.

Il reato sanziona la condotta di chi, adoperando violenza o con minaccia, costringe un’altra persona a sposarsi o unirsi civilmente. Altra condotta punita è quella di chi approfitti delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o necessità di altri, abusando del rapporto di fiducia creato con l’altro in virtù di relazioni familiari, domestiche, lavorative. Ugualmente deplorevole è il comportamento di chi abusi della propria autorità per indurre a contrarre matrimonio una persona affidatagli per ragioni di cura, istruzione, educazione, vigilanza o custodia. La pena è compresa tra uno e cinque anni di reclusione. Aggravante generica è prevista nel caso di delitto commesso nei confronti di un minorenne e una aggravante indipendente (cornice edittale compresa tra due e sette anni di reclusione) è stabilita nel caso di reato commesso ai danni di un infraquattordicenne. 

La fattispecie trova applicazione anche in caso di delitto commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia o in danno di un cittadino italiano o straniero residente in Italia.

1.3 ART. 612-ter c.p.: DIFFUSIONE ILLECITA DI IMMAGINI O VIDEO SESSUALMENTE ESPLICITI.

Questo nuovo delitto, fortemente voluto dal Parlamento in quanto volto ad arginare un fenomeno sociale molto diffuso e pericoloso, il c.d. “revenge porn”, sanziona la condotta di chi invii, consegni, ceda, pubblichi o diffondi immagini o video a contenuto sessualmente esplicito. Ciò senza il consenso della persona rappresentata e violando la volontà del soggetto ritratto. Il video entra nel possesso dell’autore del reato in seguito a personale realizzazione o sottrazione. Ugualmente sanzionata è la condotta di chi, al fine di recare un nocumento (dolo specifico), tiene lo stesso comportamento avendo ricevuto o acquistato le immagini o i video. La pena per questi soggetti va da uno a sei anni di carcere e prevede una mukta da € 5.000,00 ad € 15.000,00.

Una aggravante ad effetto comune è prevista se i fatti vengono commessi a danno di un coniuge, anche separato o divorziato o da persona è stata legata da una relazione sentimentale o se la condotta viene perpetrata mediante l’utilizzo di strumenti informatici o telematici.

Pena aumentata da un terzo alla metà se la condotta è perpetrata ai danni di una persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato interessante.

Si tratta di un delitto perseguibile a querela della persona offesa con termine di presentazione di sei mesi. La remissione, al fine di appurare la reale volontà della vittima, può essere solo processuale. Nell’ultima ipotesi decritta il delitto è perseguibile d’ufficio, così pure nel caso in cui il fatto risulta connesso con altro delitto che presenta questa condizione di procedibilità.

1.4 ART. 583 QUINQUIES. DEFORMAZIONE DELL’ASPETTO DELLA EPRSONA MEDIANTE LESIONI PERMANENTI AL VISO

La legge sanziona la condotta di chi cagiona una lesione personale ad un altro soggetto dalla quale derivi la deformazione o lo sfregio permanente del viso. La pena va dagli 8 anni ai 15 anni di reclusione. In caso di condanna o di patteggiamento viene applicata d’ufficio l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente la tutela, la curatela e l’amministrazione di sostegno. L’introduzione di questo delitto è stata fortemente voluta dal Parlamento per arginare casi molto gravi di cronaca come il caso riguardante l’avv. Annibali e il caso della coppia dell’acido.

  • MODIFICHE AL CODICE PENALE

2.1. MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

La pena base viene aumentata e ricompressa tra tre e sette anni. La pena viene aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza ed in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità o qualora il fatto venga commesso con l’utilizzo di armi.

Grande novità è che il minorenne che assiste ai maltrattamenti ora viene considerata persona offesa dal reato e non solo il soggetto che subisce i soprusi.

Agli indiziati, in seguito alla riforma, possono essere applicate le misure di prevenzione quali il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona vulnerabile,

2.2 STALKING

Con la riforma la pena base per il delitto di atti persecutori è innalzata e viene ricompressa tra un anno e sei anni e sei mesi.

2.3 OMICIDIO-ERGASTOLO

Ora l’ergastolo viene previsto se l’omicidio viene commesso contro l’ascendente o il discendente anche per effetto di adozione del minorenne. Anche se il delitto viene commesso contro la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso legata da una relazione affettiva e contro l’adottante e l’adottato.

Per quanto concerne le circostanze viene stabilito che le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli artt. 62 n. 1, art. 89, 98 e 114, concorrenti con le circostanze aggravanti di cui al primo comma dell’art. 577 c.1 n.1 e c.2  non possono essere ritenute prevalenti rispetto a queste.

2.3. VIOLENZA SESSUALE

La pena base viene aumentata e ricompressa tra sei e dodici anni di reclusione.

Le circostanza aggravanti di cui all’art. 609 ter primo comma comportano un aumento di pena di un terzo. La circostanza aggravante prevista prima qualora l’omicidio era compiuto nei confronti di persona che non ha compiuto 14 anni viene sostituita con quella che prevede un aumento di pena se la condotta è tenuta nei confronti di persona della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il tutore. Il n.5 è sostituito così: “nei confronti di una persona che non ha compiuto gli anni 18”.

La pena stabilita dall’art. 609 bis è aumentata della metà se i fatti ivi previsti sono commessi nei confronti di persona infraquattordicenne. La pena è raddoppiata se la condotta è tenuta nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni 10.Queste due ultime previsioni sostituiscono il secondo comma dell’articolo.

Il termine per proporre querela passa da sei mesi ad un anno, anche nei casi in cui sussistano circostanze aggravanti

2.4 ATTI SESSUALI CON MINORENNI 

La pena è aumentata se il compimento di atti sessuali con il minore che non abbia compiuto 14 anni avviene in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessi. La pena minimo per il genitore, anche adottivo, o di lui convivente, il tutore, l’ascendente, altra persona cui, per ragioni di cura, educazione, istruzione o vigilanza a cui il minore è affidato, che compie atti sessuali con una persona minore che ha compiuto 16 anni è di 4 anni, non più 3.

Il delitto di atti sessuali con minorenni, con la riforma, diventa perseguibile d’ufficio.

2.5. VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO

La pena viene ricompressa ora tra otto e quattordici anni. Si applicano le circostanze aggravanti di cui all’art. 609 ter.

  • ISTITUZIONE DI CORSI DI FORMAZIONE PER POLIZIA, CARABINIERI E POLIZIA PENITENZIARIA- INCREMENTO FONDO IN FAVORE DEGLI ORFANI PER CRIMINI DOMESTICI E DELLE FAMIGLIE AFFIDATARIE.

La riforma prevede l’istituzione di specifici corsi di formazione per la prevenzione ed il perseguimento dei reati di violenza sessuale, anche di gruppo, stalking, atti sessuali con minorenni, corruzione di minorenne, revenge porn, lesioni e per il trattamento penitenziario delle persone per essi condannati. La frequenza sarà obbligatoria per il personale individuato dall’amministrazione di appartenenza.

La legge prevede altresì un incremento del Fondo istituito in favore degli orfani per crimini domestici e delle famiglie affidatarie.

L’indennizzo concesso in favore delle vittime di reati internazionali violenti ex art. 11 l. 122/2016 viene esteso anche alle vittime del delitto di cui all’art. 583 quinquies c.p..

4. SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA E MODIFICA ORDINAMENTO PENITENZIARIO.

Per i delitti riguardanti la violenza domestica e di genere elencati, la sospensione condizionale della pena è subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero dei soggetti condannati. Importante è specificare che i costi saranno a carico del condannato.

Le persone condannate possono poi essere ammesse a seguire percorsi di reinserimento nella società e di recupero di prevenzione, assistenza psicologica e recupero.

Per il delitto di deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso i benefici penitenziari possono essere concessi solo sulla scorta dell’osservazione scientifica della personalità condotta collegialmente per almeno un anno.

  • MODIFICA DEL CODICE DI RITO.

La riforma prevede che in caso di delitti quali violenza sessuale, anche di gruppo, stalking, atti sessuali con minorenni, corruzione di minorenne, revenge porn, lesioni, le comunicazioni dei provvedimenti di scarcerazione  e di cessazione della misura di sicurezza detentiva, evasione dell’imputato in stato di custodia cautelare e del condannato e sottrazione dell’internato dall’esecuzione della misura di sicurezza detentiva, le comunicazioni sono sempre effettuate alla persona offesa ed al suo difensore. Idem quando a seguito di un provvedimento del giudice di sorveglianza deve essere disposta la scarcerazione del condannato.

  • IL C.D. CODICE ROSSO

La polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato è tenuta a riferire subito al PM in forma orale, quanto appreso.

Quando si procede per i delitti riguardanti la violenza domestica e di genere, il publico ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minorenni o per a causa della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa..

La polizia giudiziaria deve procedere senza ritardo al compimento degli atti delegati dal pubblico ministero e porre senza ritardo a disposizione del magistrato la documentazione delle attività svolte nelle forme e con le modalità previste dall’art. 357.

Ai fini della decisione riguardante procedimenti di separazione personale dei coniugi  delle cause relative ai figli minori di età o dell’esercizio della potestà genitoriale, copia delle ordinanze che applicano misure cautelari personali o ne dispongono la sostituzione o la revoca, dell’avviso delle conclusioni delle indagini preliminari, del provvedimento con il quale è disposta l’archiviazione e della sentenza emessi in relazione ai reati sopra citati, è trasmessa senza ritardo al giudice civile procedente.

Alla persona offesa, sin dal primo contatto con l’autorità procedente vengono fornite informazioni relative a case rifugio e ai servizi di assistenza alle vittime del reato.

L’applicazione della norma di cui all’art. 190 bis (requisiti della prova in casi particolari)viene estesa anche ai minori di anni 18.

La misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa è garantita dall’applicazione di misure coercitive di controllo mediante mezzi elettronici o strumenti tecnici (il c.d. braccialetto elettronico).

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L’avv. Francesca Maria Fabiana Pevarello nasce a Milano il 1.02.1988. Si diploma presso un liceo classico salesiano e consegue nel 2013 la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, con votazione di 110 e lode. La stessa ha collaborato con la cattedra di istituzioni di diritto romano retta dalla Dott.ssa Iole Fargnoli. La professionista ha svolto pratica dapprima nello studio dell’avv. Salvatore Armenio, legale delle maggiori compagnie assicurative italiane ed ora deceduto e poi presso lo studio dell’avv. Fabiana Bravetti, esperta nel settore della responsabilità medica. L’avv. Pevarello dal 17.01.2019 è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e ad oggi si occupa di diritto civile, penale e diritto del lavoro, tanto sul piano giudiziale che stragiudiziale, sia in favore di privati che di Enti. La stessa cura costantemente il proprio aggiornamento professionale e le relazioni con il Consiglio dell’Ordine di appartenenza.

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